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Annunciare e vivere Cristo. Le lettere di san Paolo e le lettere non giovannee

Preziosa introduzione alla letteratura epistolare del Nuovo Testamento con un approccio originale che accompagna il lettore attraverso lo sviluppo logico-argomentativo degli scritti, sia nella dimensione letteraria che in quella teologica.

Paolo di Tarso, pur non avendo conosciuto personalmente Gesù di Nazaret, è il primo a scrivere dei testi che annunciano con vibrante passione il Cristo Risorto e gli effetti dirompenti di vita nuova prodotti dall’adesione credente a lui. È quanto mette in evidenza Andrea Albertin (1976-2005) nel libro postumo Annunciare e vivere Cristo. Le lettere di san Paolo e le lettere non giovannee, pubblicato nella collana Sophia della Facoltà teologica del Triveneto in coedizione con Edizioni Messaggero Padova, in libreria dal 21 gennaio 2026 (Didachè. Manuali, 16, pp. 424, € 42,00). Per Paolo «vivere è Cristo»: la sua predicazione e la sua vita, plasmate e rinnovate dal Vangelo, avvertono come necessità l’annuncio di Gesù morto e risorto. La stessa dinamica attraversa anche le altre lettere neotestamentarie, delle quali qui sono approfondite quelle non giovannee (Ebrei, Giacomo, Pietro e Giuda).

Il libro sarà presentato venerdì 23 gennaio, alle ore 20.45, al santuario del Tresto (Este), parrocchia natale di don Andrea Albertin, e domenica 25 gennaio, alle ore 16, nel centro parrocchiale Santi Angeli custodi alla Guizza (Padova), dove il sacerdote abitava e collaborava.

«Questo testo – spiega nell’Introduzione l’autore, mancato improvvisamente il 1° luglio 2025, quando il manoscritto era già concluso (in seguito è stato rifinito per la stampa dal collega Michele Marcato) – offre gran parte del materiale d’insegnamento elaborato nel tempo per il corso di Letteratura paolina e lettere cattoliche non giovannee presso l’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova e il ciclo istituzionale della Facoltà teologica del Triveneto». E aggiunge: «L’auspicio è che ogni lettrice e ogni lettore possano appassionarsi ad annunciare e a vivere Cristo, come avvenne per Paolo e per gli autori delle altre lettere citate in questo libro».

Il manuale si presenta come introduzione didattica alla letteratura epistolare del Nuovo Testamento e «aiuta a comprendere le sfide affrontate dai nostri primi padri nella fede» sottolinea nella prefazione Jean Noël Aletti, con il quale Andrea Albertin ha conseguito il dottorato in Scienze bibliche al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Spiega Aletti al lettore: «Leggendo pazientemente ciascuna delle lettere, potrai vedere come Paolo e gli altri apostoli hanno aiutato le giovani comunità a progredire nella conoscenza di Cristo con le sue implicazioni per la vita comunitaria, morale, religiosa e sociale».

Accanto alle informazioni di carattere storico e letterario di ciascun testo, la peculiarità del volume è la guida alla lettura seguendo lo sviluppo logico-argomentativo degli scritti. In tal modo, è possibile accostarsi a questa letteratura cogliendo la situazione epistolare che ha originato ciascun testo e l’intenzione retorica perseguita dagli autori. Ampio spazio è riservato all’esegesi di brani scelti.

Indice del volume
Prefazione di Jean Noël Aletti

Introduzione

Prima parte. Epistolario paolino
cap. 1. Paolo di Tarso
cap. 2 Paolo scrittore
cap. 3 Prima lettera ai Tessalonicesi
cap. 4 Prima lettera ai Corinzi
cap. 5 Seconda lettera ai Corinzi
cap. 6 Lettera ai Galati
cap. 7 Lettera ai Romani
cap. 8 Lettera a Filemone
cap. 9 Lettera ai Filippesi
cap. 10 Lettera agli Efesini
cap. 11 Lettera ai Colossesi
cap. 12 Seconda lettera ai Tessalonicesi
cap. 13 Prima lettera a Timoteo
cap. 14 Seconda lettera a Timoteo
cap. 15 Lettera a Tito
cap. 16 Il pensiero teologico di Paolo

Seconda parte. Lettere cattoliche non giovannee
cap. 17 Lettera agli Ebrei
cap. 18 Lettera di Giacomo
cap. 19 Prima lettera di Pietro
cap. 20 Seconda lettera di Pietro
cap. 21 Lettera di Giuda

Conclusione

Bibliografia

Andrea Albertin (1976-2025) Profilo, didattica, pubblicazioni.

L’autore:
Andrea Albertin presbitero della Diocesi di Padova, è stato docente ordinario di Esegesi del Nuovo Testamento all’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova, alla Facoltà Teologica del Triveneto e all’Istituto di Liturgia Pastorale S. Giustina di Padova. È morto improvvisamente il 1° luglio 2025, quando questo volume era quasi pronto per la stampa. Per le Edizioni Messaggero ha pubblicato: A che ora è la fine del mondo? I testi apocalittici nella Bibbia (2017); Leggere con sapienza la Bibbia. Un percorso di consapevolezza (2023); Ricominciare a credere. Itinerario biblico-liturgico per giovani e adulti (2023); Speranza per tempi incerti. Il futuro alla prova della fede (2024); Un Gesù deludente? I “no” che rendono figli nel Quarto Vangelo (2025).

 

Dati bibliografici:
ANDREA ALBERTIN, Annunciare e vivere Cristo. Le lettere di san Paolo e le lettere non giovannee
Collana: Sophia. Didachè, 16
Editore: Edizioni Messaggero Padova-Facoltà Teologica del Triveneto
Pagine: 424
ISBN 978-88-250-5937-3
Prezzo: € 42,00

 

Treviso, 12 gennaio 2026

Diaconato permanente a Treviso. Rito di ammissione il 10 gennaio, primo “sì” pubblico per sei candidati

Dopo un cammino di accompagnamento e di discernimento durato oltre tre anni sabato 10 gennaio alle ore 18.00, nella chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo, in Rio San Martino, il vescovo Michele Tomasi celebrerà il rito di ammissione al Diaconato permanente di sei candidati.

Il rito di ammissione è un passaggio liturgico ufficiale nella Chiesa cattolica che segna l’inizio del loro percorso di formazione specifica. È il momento in cui gli aspiranti diaconi permanenti esprimono pubblicamente e formalmente la loro volontà e intenzione di offrire la propria vita a Dio e alla Chiesa per il ministero diaconale. Con questo rito, la Chiesa, attraverso il Vescovo, accoglie con gioia il loro proposito e li ammette ufficialmente tra i candidati all’Ordine del Diaconato. I candidati si impegnano a proseguire con serietà l’itinerario di discernimento e formazione spirituale, teologica e pastorale. In sostanza, è il primo “sì” pubblico al servizio di Cristo e della Chiesa come futuri diaconi.

Nel cammino di questi tre anni, fatto di incontri mensili, cui hanno partecipato anche le mogli – per coloro che sono coniugati -, hanno potuto approfondire la conoscenza reciproca, i fondamenti della fede e della vita cristiana e l’identità del diacono permanente e hanno preso confidenza con la figura del padre spirituale personale. Contemporaneamente, hanno cominciato o continuato la formazione teologica nell’Istituto superiore di Scienze religiose “Giovanni Paolo I” a Treviso, oppure alla Scuola triveneta di formazione dei diaconi permanenti, con sede a Zelarino. Il percorso è ricco e altrettanto impegnativo, comprendendo, oltre agli impegni familiari e professionali, lo studio, la cura della propria vita spirituale e, in genere, anche uno o più servizi nella propria parrocchia.

Ecco i nuovi candidati (nella foto con i formatori e l’assistente): Giuseppe Bisogno, di anni 39, sposato con Monica e padre di Leonardo, della parrocchia di San Martino di Lupari; Andrea Celato, di anni 54, sposato con Clara e padre di Luca e Pietro, della parrocchia del Duomo di Montebelluna; Danilo Covelli, di anni 56, sposato con Emanuela e padre di Marilena, Elena e Mariarosaria, della parrocchia del Duomo di San Donà di Piave; Doriano Dal Bianco, di anni 49, della parrocchia di Canizzano; Cosma Paolo Natoli, di anni 51, sposato con Marilisa e padre di Giacomo e Irene, della parrocchia di Rio San Martino; Vanni Rizzo, di anni 60, sposato con Stefania e padre di Giulia e Giovanni, della parrocchia di Casella d’Asolo.

Da questo momento la Chiesa diocesana si impegna ad accompagnarli con la preghiera nel cammino di formazione.

(da La Vita del Popolo, redazione online, 09/01/2026)

Beni ecclesiali e futuro delle comunità

Un corso promosso da Facoltà teologica del Triveneto, Istituto superiore di Scienze religiose “Mons. A. Onisto” e Diocesi di Vicenza guarda alle strutture parrocchiali sottoutilizzate o chiuse (cinema, scuole, patronati, canoniche) per fornire alle comunità alcune piste operative che restituiscano il coraggio di innovare rimanendo fedeli all’originaria funzione educativa, sociale, di servizio del bene.

A Vicenza, da febbraio a maggio 2026

Formare le persone, rispondere a bisogni locali e rinforzare il legame comunitario: per questo nelle parrocchie sono sorte scuole, cinema, patronati; beni immobili “minori” che da qualche tempo ormai stanno conoscendo stagioni difficili. Si prospetta un futuro di dismissione o è possibile una rinascita, un ritorno alla funzione comunitaria e sociale per cui i nostri avi li avevano costruiti? Come innovare restando fedeli al principio? Che cosa aiuta le persone e le comunità a ragionare ancora come un “noi”? Quali rappresentazioni di comunità sono in gioco?

Provocata da queste domande la ricerca accademica si mette al servizio del territorio con l’intento di comprendere i processi in atto. È così che la Facoltà teologica del Triveneto e l’Istituto superiore di Scienze religiose “Mons. A. Onisto” con la Diocesi di Vicenza hanno avviato il seminario di ricerca “Beni della chiesa e futuro delle comunità. Un laboratorio di ricerca e progettazione” che ha avuto una prima tappa a febbraio 2025, cui è seguita una pubblicazione open access edita da Triveneto Theology Press (link download https://www.fttr.it/beni-ecclesiali-e-futuro-delle-comunita/). Nel 2026 l’approfondimento si amplia con un corso, nella sede dell’Issr di Vicenza, articolato in otto incontri (da febbraio a maggio, il venerdì pomeriggio dalle 18.30 alle 21) che si soffermeranno sulle analisi delle ricadute pratiche nella gestione dei beni immobili comunitari a partire da tre parole chiave: rappresentazioni, modelli, innovazioni.

Sotto la guida dei docenti Davide Lago e Assunta Steccanella, i partecipanti al corso saranno invitati a comprendere quali sono le competenze necessarie e le rappresentazioni di comunità attraverso casi di studio e discussioni. Un secondo passaggio sarà l’analisi dei modelli di gestione comunitaria dei beni ecclesiastici “minori”. Infine, si esploreranno le pratiche innovative che si stanno sperimentando nelle comunità cristiane, anche con partner laici.

«Su un piano simbolico, se l’idea di comunità che ci muove è solo quella della parrocchia di un tempo, probabilmente faticheremo a gestire e far vivere questi spazi» spiega Davide Lago in un’intervista pubblicata nel sito della Facoltà (https://www.fttr.it/beni-ecclesiali-fra-identita-e-innovazione/ ) che può essere ripresa, citando la fonte.

«Se la parrocchia si apre però al territorio, non svendendo la propria identità ma individuando gli interlocutori che consentano di porsi anche oggi a servizio dei bisogni degli ultimi, – prosegue Lago – allora alcuni spazi potrebbero fornire un tetto a centri multifunzionali a servizio dell’età anziana, della genitorialità o di varie forme di fragilità personale e sociale. C’è poi anche un versante prosaico, perché i beni immobili prima o poi “chiedono il conto” in termini di ristrutturazione e messa a norma. Ma su

tutto rimane una domanda di fondo. Per cosa sono stati creati questi beni immobili “minori”? In estrema sintesi e con un linguaggio forse piuttosto laico: per formare le persone, per rispondere a bisogni locali e per rinforzare il legame comunitario».

Dopo la riflessione, il discernimento e lo studio di alcune buone pratiche, il passaggio successivo cercherà di favorire una sorta di mappatura dei beni, non tanto in maniera sistematica, di tipo quantitativo, ma con un approccio qualitativo, coinvolgendo gli studenti che parteciperanno al corso. «A ciascuno di loro chiederemo di individuare un bene “minore” nella propria unità pastorale, che sia già oggetto di discernimento comunitario in merito al suo utilizzo, e di andare sul campo per comprendere i processi in atto, con umiltà e apertura mentale. L’idea è di riportare poi negli incontri del corso alcuni casi di studio “allo stato nascente” e magari, in un secondo tempo, di poterne seguire gli sviluppi. Ovviamente il corso è aperto anche a chi non è studente Issr, ma è sensibile al tema e vuole dotarsi di strumenti teorici e metodologici adeguati. Aspettiamo chiunque sia mosso dal desiderio di accomunare spirito comunitario e innovazione sociale».

Per informazioni e iscrizioni – entro il 31 gennaio 2026 – contattare la segreteria dell’ISSR di Vicenza al numero 0444 1497942, aperta da lunedì a mercoledì ore 18-20, giovedì 18-19.

 

In allegato la locandina.

 

Treviso, 8 gennaio 2026

Uniti nella stessa benedizione. “In te si diranno benedette tutte le stirpi della terra” (Gen 12,3)

In occasione della 37a Giornata per il Dialogo tra Cattolici ed Ebrei, l’Ufficio per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso propone un incontro con il prof. Stefani sul tema:

“I 60 anni della Nostra Aetate. I rapporti ebraico-cristiani in questo difficile contesto storico”

giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 20.30

in Sala Pavan – Seminario Vescovile Treviso (parcheggio interno con accesso da via A. Papa.

 

Treviso, 7 gennaio 2026

Sessione ordinaria invernale d’esame (dal 7 al 31 gennaio 2026) e sessione straordinaria primaverile (dal 30 marzo al 1° aprile 2026)

In allegato il calendario degli appelli per la sessione ordinaria invernale d’esame, che si svolgerà dal 7 al 31 gennaio 2026 e della sessione straordinaria primaverile, che si svolgerà dal 30 marzo al 1° aprile 2026, per le “..sole discipline propedeutiche (cf. art. 91) e dei corsi terminati nel quadrimestre che immediatamente precede la sessione stessa.” (cf. Regolamento, art. 78).

L’iscrizione agli esami va fatta on-line dalla propria Pagina Personale Studente (PPS) da martedì 16 dicembre (ore 17.00) a venerdì 2 gennaio 2026 (ore 23.59). Dopo tale termine sarà possibile comunque ritirarsi dall’esame o spostarsi, sempre attraverso la propria PPS, fino a 48 ore prima della data dell’appello. (cfr. Regolamento ISSR, art. n. 88).

L’iscrizione agli esami della sessione straordinaria primaverile verrà fatta più avanti, nei tempi che saranno pubblicati.

Gli esami saranno svolti esclusivamente “in presenza” presso la Sede di Treviso.

N.B.: Gli elaborati per i seminari possono essere inviati (in pdf) a segreteria@issrgp1.it da mercoledì 7 a sabato 31 gennaio 2026 e da lunedì 30 marzo a mercoledì 1° aprile 2026. Non verranno accettati al di fuori di queste date.

 

PER TUTTI:

Si ricorda che per potersi iscrivere agli esami, è necessario:

  1. Essere all’interno dell’intervallo di prenotazione previsto;
  2. aver frequentato almeno i 2/3 delle ore previste per ciascun corso o aver la frequenza “riconosciuta”;
  3. aver compilato la scheda di valutazione (nella propria PPS, sezione DIDATTICA, voce SCHEDE DI VALUTAZIONE), visibile solo dopo aver raggiunto i 2/3 delle frequenze o aver la frequenza “riconosciuta”;
  4. essere in regola con il pagamento delle tasse accademiche, in scadenza il 31/10/2025;
  5. (per iscritti ad anni successivi al primo) aver sostenuto eventuali esami propedeutici, come indicato nel Regolamento ISSR (art. 91);
  6. non essere già iscritto ad un altro appello per la stessa materia;
  7. Iscriversi all’appello del docente con cui si è frequentato il corso, salvo accordi diversi con il Direttore.

PER ISSR:

  • Per quanto riguarda la sessione straordinaria, vale quanto scritto a questo proposito nel Regolamento (art. 78): “Nella sessione straordinaria si dà facoltà di sostenere l’esame delle sole discipline propedeutiche (cf. art. 91) e dei corsi terminati nel quadrimestre che immediatamente precede la sessione stessa. Nel caso gli iscritti siano meno di tre, l’appello può venire annullato o spostato ad altra data”.
  • Come da Regolamento (art. 82), “L’esame di un corso può essere sostenuto a partire dalla sessione immediatamente successiva al termine del corso stesso”.

 

In caso di difficoltà, consultare la relativa pagina FAQ pubblicata nel sito web (https://www.issrgp1.it/esami/) e, nel caso non si trovi risposta, inviare una e-mail a segreteria@issrgp1.it, o chiamare negli orari di apertura della segreteria.

 

Rito di ammissione per tre giovani della Diocesi di Treviso

Il Vescovo: “Oggi prende forma il vostro Eccomi”

“Maria ha detto il suo «Eccomi», con le parole e con i fatti. È bello poterla celebrare, riconoscerla come madre del Signore, come madre della Chiesa, come madre nostra. È bello averla come modello, come sorella, come amica e compagna di viaggio che ci sostiene”: così il vescovo Michele, nella solennità dell’Immacolata, nella celebrazione eucaristica vissuta nella chiesa del Seminario, con il rito di ammissione di tre giovani, che hanno dichiarato la loro disponibilità a mettere alla prova, nella comunità del Seminario, la propria vocazione verso il ministero ordinato.

Si tratta di Alessio Baldo, Jacopo Brendolise e Marco Mondin… Continua a leggere nel sito de La Vita del Popolo

Treviso, 13 dicembre 2025

Dies Academicus 2025-2026 – Educare a una pace disarmata e disarmante

Tutti gli studenti, i docenti e il personale di segreteria sono invitati presso la Sala Longhin del Seminario Vescovile di Treviso, giovedì 18 dicembre 2025 alle ore 18.30 per la prolusione al nuovo Anno Accademico e la consegna dei titoli di studio conseguiti nel 2024/2025.

Interviene il prof. don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Docente di Teologia morale, Presidente della Fondazione “don Primo Mazzolari” e postulatore della sua causa di beatificazione.

A seguire, dopo un momento conviviale, un momento musicale presso la chiesa dell’Immacolata, con il coro Kalicantus (diretto dal M° Stefano Trevisi).

 

L’incontro e la serata sono aperti anche a familiari ed amici e sarà occasione per lo scambio degli auguri per il prossimo Natale.

 

Informazioni nel file allegato.

 

Agli studenti dell’ITIGT Giuseppe Toniolo che vi partecipano, anche al momento musicale con scambio di auguri, verranno riconosciute quattro ore di bonus presenza, registrate tramite passaggio del badge, da assegnare ad un corso del presente anno accademico.

 

Treviso, 28 novembre 2025

Denatalità e infertilità: questioni teologiche. Padova, 9 dicembre 2025

COMUNICATO STAMPA 44/2025

Padova, 27 novembre 2025

 

GIORNATA DI STUDIO

Denatalità e infertilità: questioni teologiche

Di fronte a dati statistici che evidenziano ancora nascite in calo e fecondità ai minimi storici, la Facoltà propone un’ampia riflessione sugli aspetti economici, culturali e sociali, ma anche medici e sanitari, e sulle questioni pastorali e teologiche in gioco.

 

Martedì 9 dicembre 2025, ore 14.15-17.15

Padova, Facoltà teologica del Triveneto

 

Nascite in calo e fecondità ai minimi storici. È questo il verdetto dell’ultimo rapporto Istat, pubblicato il 21 ottobre scorso, che denuncia quasi 13mila nati in meno da gennaio a luglio 2025, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e il numero medio di figli per donna più basso di sempre (stimato a 1,13).

Partirà da qui l’approfondimento proposto dalla Facoltà teologica del Triveneto nella giornata di studio dal titolo Denatalità e infertilità: questioni teologiche, in programma martedì 9 dicembre alle ore 14.15 nella sede di Padova (via del Seminario 7), nell’ambito del seminario-laboratorio del ciclo di licenza in corso quest’anno accademico sul tema Forme di famiglia. La pastorale di fronte alle trasformazioni sociali e culturali.

Quali sono gli aspetti economici, culturali e sociali che spingono a non mettere in conto un figlio da parte delle coppie oggi in Italia? Lo spiegherà Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle Associazioni familiari, commentando i dati statistici e portando nuove proposte.

Il tema dell’infertilità, negli aspetti medici e fisiologici, nelle cause e nelle modalità di affrontarla, sarà sviluppato dal dottor Enrico Busato, responsabile di Oncologia ginecologica presso la Casa di cura Giovanni XXIII di Monastier, già direttore della UOC di Ginecologia ostetricia e del Dipartimento materno infantile dell’Ospedale di Treviso.

I temi della denatalità e dell’infertilità giocano un ruolo anche in ambito pastorale e chiamano in causa la riflessione teologica. A tracciare le questioni sarà padre Oliviero Svanera, docente di Teologia morale familiare alla Facoltà teologica del Triveneto.

La partecipazione è aperta al pubblico.

Info segreteria.secondociclo@fttr.it – www.fttr.it – tel. 049-664116.

 

 

 

Treviso, 4 dicembre 2025

Ritorno in Terra Santa – 28 dicembre 2025 – 3 gennaio 2026

Dopo più di due anni, le condizioni attuali, per quanto segnate ancora da molte incognite, permettono finalmente di tornare a vivere il pellegrinaggio “per eccellenza”, quello in Terra Santa. A conclusione dell’Anno Giubilare, con l’auspicio che la pace (quella vera) possa essere un frutto duraturo di questo anno di grazia, vogliamo porre un piccolo segno di speranza, di vicinanza e solidarietà con le popolazioni locali, provate così duramente in questo tempo.

Vi invitiamo a vedere anche l’invito del Patriarca e del Custode di Terra Santa a riprendere al più presto i pellegrinaggi, come hanno già iniziato a fare molti gruppi, soprattutto non provenienti dall’Italia: https://www.terrasanta.net/2025/11/un-nuovo-appello-ai-cristiani-tornate-come-pellegrini-in-terra-santa

Guida del pellegrinaggio sarà don Michele Marcato

 

ISCRIZIONI ENTRO SABATO 22 NOVEMBRE

 

Programma (7 giorni/6 notti)

Domenica 28 dicembre – 1° giorno

Ritrovo aeroporto di Venezia ore 7.45, in modo da fare le operazioni di imbarco per il volo EL AL – LY 290 VENEZIA – TEL AVIV (10.30 – 14.35)

Dopo le operazioni di sbarco all’aeroporto “Ben Gurion”, procederemo verso Betlemme, dove avremo la celebrazione della Messa domenicale e la visita a una comunità cristiana, o a un luogo di carità; in serata, sarà possibile una prima visita orientativa della città. Pernottamento Hotel Ambassador (Betlemme)

Lunedì 29 dicembre – 2° giorno

Vista alla Basilica di Betlemme (S. Messa), Grotta della Natività e Grotta del latte, proseguimento verso il Campo dei pastori dove, secondo il Vangelo di Luca, gli angeli sono apparsi ai pastori portando l’annuncio della nascita di Gesù. Incontro con una comunità cristiana e visita a un luogo di carità. Pernottamento Hotel Ambassador (Betlemme)

Martedì 30 dicembre – 3° giorno

Partenza per Qasr El Yahud (Luogo del Battesimo di Gesù) presso il fiume Giordano, per poi procedere verso Gerico, dove è prevista la Messa e il pranzo al Mosaic Centre di Gerico. Risalendo verso Gerusalemme, sosta nel deserto e a Betania, presso la casa di Maria, Marta e Lazzaro. Pernottamento Hotel Ambassador (Betlemme).

Mercoledì 31 dicembre – 4° giorno

Partenza per l’Herodion e proseguimento per Taybee, unico villaggio palestinese totalmente cristiano, dove celebreremo la S. Messa e incontreremo alcuni cristiani del luogo. Procederemo poi per Gerusalemme, per una prima visita orientativa alla città. Pernottamento Hotel Ambassador (Betlemme).

Giovedì 1° gennaio – 5° giorno

Scenderemo a piedi dal Monte degli Ulivi, passando per il luogo dell’Ascensione, la Basilica dell’Eleona (dove Gesù ha insegnato ai suoi il Padre nostro), il convegno Dominus flevit, fino al Getzemani, luogo dell’agonia di Gesù, con la Chiesa delle Nazioni, la grotta dell’arresto e la “tomba di Maria”. Nel pomeriggio, nel cosiddetto “Sion cristiano”, si potrà visitare il Cenacolo (facendo memoria anche della Pentecoste), la basilica della “Dormizione di Maria” e la chiesa di San Pietro in Gallicantu (luogo del processo religioso di Gesù e del rinnegamento di Pietro). Pernottamento Ritz Hotel (Gerusalemme)

Venerdì 2 gennaio – 6° giorno

Visita alla Chiesa di S. Anna e alla Piscina probatica (guarigione del paralitico), al Convento della Flagellazione, da cui parte tradizionalmente la “Via dolorosa”, con visita del nuovo museo e, possibilmente, incontro – testimonianza. Percorreremo poi la “via Dolorosa”, per le vie della Città vecchia, fino alla Basilica del Santo Sepolcro, a cui dedicheremo tempo abbondante per la visita e per un tempo di preghiera personale (S. Messa). Visita al quartiere ebraico e la “Muro occidentale” detto “Muro del pianto”. Pernottamento Ritz Hotel (Gerusalemme)

Sabato 3 gennaio – 7° giorno

Santa Messa al Santo Sepolcro (al mattino presto) e partenza verso l’aeroporto, con sosta lungo il tragitto.

 

Informazioni e costi in allegato.

Cappellania Universitaria Oasi Santa Bertilla Treviso

Da alcuni anni, nella diocesi di Treviso è attivo il servizio della Cappellania universitaria per gli studenti che frequentano i corsi di laurea presenti a Treviso, magari provenienti da altre regioni, o per gli universitari che, pur studiando in altre sedi, desiderano avere un punto di riferimento e di contatto con altri giovani universitari.

Il servizio della Cappellania mette a disposizione due aule per lo studio, aperte dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.00, presso l’Oasi di Santa Bertilla, nel complesso del palazzo San Leonardo, sede di Giurisprudenza. La presenza della Comunità delle suore Doretee permette di trovare un luogo accogliente e disponibile anche per dialoghi personali.

La Cappellania offre alcune proposte formative e occasioni di incontro tra studenti:
1. 4 Ciaccole: il lunedì sera, dalle ore 19.00, gli studenti si incontrano per un momento di scambio culturale, per celebrare la Messa, condividere la cena e vivere un tempo di fraternità (vedi allegato).
2. Accesi: una volta al mese, generalmente la domenica pomeriggio, viene proposto un incontro-testimonianza con realtà del mondo produttivo, dell’ambito della marginalità sociale o con testimoni della fede (vedi allegato).

Presso la Cappellania è costituito il Consiglio pastorale universitario, composto prevalentemente da docenti universitari, con i quali affrontare alcune tematiche culturali e dai quali accogliere il punto di vista degli insegnanti sulla “vita universitaria”.

La Cappellania è una Comunità in continua crescita. Per conoscerla o avere maggiori informazioni, visita il sito web: Cappellania Universitaria – diocesi di Treviso

 

Treviso, 19 novembre 2025